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domenica 25 gennaio 2026

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Angela Canale:«Nata nel campo esuli delle Fraschette di Alatri, la mia vita per l'olio» L'agronoma racconta la sua esperienza nel centro: «Arrivano famiglia dall'Istria, dalla Libia, dalla Tunisia. Giocavo con bambine che parlavano altre lingue. Era una comunità»

  ANGELA CANALE RICORDA FRASCHETTE 

Da "Il Messaggero " del 25gennaio 2026 
di Marina Testa



  Nata nel centro profughi Le Fraschette di Alatri, Angela Canale è oggi una delle maggiori esperte di olivo e olio a livello internazionale. La Signora dell’Olio, se così vogliamo chiamarla, ha scelto di diventare agronoma dopo aver visto un documentario. Con suo figlio, che ha intrapreso gli stessi studi, gestisce un vivaio per la produzione di piante di olivo a Perugia. Ha propagato più di 230 varietà e portato la tua consulenza professionale anche in altri Paesi del mondo come il Cile e il Sudafrica. Inoltre è un’esperta assaggiatrice, un capo Panel. Ha fatto parte anche della giuria del famoso concorso Ercole Olivario. 

 Angela, hai vissuto la tua prima infanzia nel Centro Accoglienza Profughi Le Fraschette di Alatri. Che ricordi hai di quel periodo? «Sono nata nel 1960 proprio nel centro profughi Le Fraschette. Mio padre era un agente di polizia. Ho un ricordo vivido di quel periodo, mi sentivo come in un posto sicuro. C’era tanta umanità. Le Fraschette accolsero migliaia di esuli italiani ed europei espulsi dalla Libia, dalla Tunisia, dall’Istria e dalla Dalmazia. Giocavo con altre bambine che parlavano francese o comunque lingue diverse dalla mia. Ricordo i giardini e la fontana con i pesci rossi. Ma anche il bar, la chiesa e soprattutto l’asilo che frequentavo». Che attività si svolgevano nel centro? «In quella fase del dopoguerra, nel centro si fornivano tutti i servizi compresa l’istruzione base. E poi l’elettricità e il riscaldamento, mensa e igiene. C’era chi si dedicava alle arti o all’artigianato: ci sono stati regalati bellissimi quadri e opere in ferro battuto. Mia madre era una sarta ed aveva insegnato ad altre donne l’arte del cucito e della maglia. Anche perché in alcune occasioni, come a Natale, la Croce Rossa organizzava dei mercatini di beneficenza per il mantenimento del centro. Spesso venivano a trovarci anche personalità politiche». Sei rimasta in contatto con qualcuno che ha vissuto a Le Fraschette? «Sì, conosco altre persone che sono nate nel centro profughi e che una volta chiuso hanno vissuto la loro vita altrove diventando anche affermati professionisti. Era una vera e propria comunità che gestiva migliaia di persone». Anche la tua vita poi si è svolta fuori dal centro, dopo la chiusura. «Fino all’età di 4 anni sono stata a Le Fraschette che è stato chiuso l’anno successivo.

Mio padre è stato trasferito a Frosinone dove ho frequentato le scuole elementari con il grande maestro Tonino Pellegrini, medie e superiori. Dopo il liceo la scelta della facoltà di Agraria a Perugia». Perché le scienze agrarie ti hanno affascinato così tanto? «Sono stata illuminata da un documentario. Poi altre amiche hanno scelto Perugia come sede di studio. Ed ecco che in quattro ci siamo ritrovate in un appartamento in Umbria. Una settimana dopo la laurea ho trovato lavoro in un’azienda del posto in cui sono rimasta per oltre venti anni». Fin dal tuo primo lavoro ti sei occupata di olivicoltura. «Da subito. Ho indossato gli stivali e non me li sono tolti più». Tieni spesso corsi di potatura, assaggio e coltura anche per Confagricoltura Frosinone. Il tuo legame con la Ciociaria è sempre forte? «Le mie origini sono un richiamo continuo e sono contenta se posso contribuire a migliorare la produzione olivicola». Come matura la tua esperienza? «Il CNR di Perugia, con il professor Giuseppe Fontanazza, esperto di olivicoltura a livello mondiale, ha scelto l'azienda in cui lavoravo per sperimentare nuove tecnologie e metodi di coltivazione. Tra le innovazioni più significative c’è l’introduzione, nel 1992, degli impianti ad alta densità (1250 piante per ettaro) con raccolta meccanica continua, che oggi rappresentano un punto di riferimento nell'innovazione tecnologica nel settore. I metodi intensivi di raccolta, erroneamente considerati di origine spagnola, sono in realtà italiani e sono stati sviluppati durante queste fasi sperimentali». Cosa significa condividere la tua professione con tuo figlio 27enne, Pietro Vittorio Ussia? «Insieme a mio figlio abbiamo aperto un vivaio per la produzione di piante di olivo. Forniamo anche assistenza tecnica di cui c’è tanto bisogno». In provincia di Frosinone il settore olivicolo è in sofferenza. Perché? «Per diversi fattori: intanto le condizioni ambientali, un oliveto va curato e cresciuto in base al territorio e al clima. La manodopera specializzata è carente in un contesto in cui si praticano tecniche tradizionali. C’è stata poi l’aggressione parassitaria che molti operatori non erano pronti ad affrontare». Quanto è importante l’olio nella cucina ciociara? «È un ingrediente inscindibile dalle pietanze della Ciociaria. Dapprima usato per illuminare, divenne un prodotto gastronomico con i Romani che scoprirono le sue proprietà e la capacità di trasformare le proteine animali in proteine digeribili. La cucina tipica ciociara non sarebbe possibile senza un buon olio di oliva, ciambellette comprese».

lunedì 10 luglio 2023

 

ATTIVITA’ DELL’A.N.P.C. PER FRASCHETTE

PAGINA IN COSTRUZIONE

 

L’A.N.P.C. Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, si è sempre interessata di storia locale, pubblicando molti studi, soprattutto sulla resistenza ad Alatri, e sulle grandi figure di Don Morosini e di Mons. Edoardo Facchini nostro Vescovo decorato con medaglia di bronzo al Valor Militare

 

Per quel che riguarda Fraschette, le ricerche e gli studi non hanno mai fine; l’approccio è rivolto soprattutto alla ricerca di testimonianze dirette di chi ha vissuto in prima persona quegli eventi, allo scopo di dare un contributo vivo e pulsante alla ricostruzione del  clima, dello stato d’animo, delle paure e delle speranze che hanno permeato la vita quotidiana degli ospiti di Fraschette in quei lunghi giorni.

 

Le idee, le proposte per la valorizzazione della memoria storica dell’ ex Campo di concentramento Le Fraschette di Alatri sono state tante:

 

La prima concreta attività dell’Associazione, parte nel 2000 con la richiesta al Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione generale, affinché l’area dell’ex Campo di concentramento “Le Fraschette” di Alatri sia dichiarato “particolarmente importante” ai sensi della legge 1.6.1939,n.1089.

 Nel   2008 seguirà da parte del Ministero il provvedimento di tutela diretta ai sensi dell’art. 10, comma 1 del D.Leg.vo 42/2004 e s.m.i. a seguito delle note della Soprintendenza per i Beni Architettonici e  tutela del Patrimonio storico-artistico del Lazio prot. 7540/A, presentata il 16/07/2001,  prot.20/R

 

L’attività di studio, promozione e ricerca si è concretizzata in vari convegni con la partecipazione di studiosi del concentrazionismo di rilevanza nazionale come Carlo Spartaco Capogreco , Alessandra Kersevan , Costantino Di  Sante, Fabio Galluccio…

 

·         2002 Convegno di Studi sul tema “ Campi di concentramento fascisti tra oblio e indifferenza; il caso del campo “Le Fraschette” di Alatri “. 




 


·         2006 Convegno di Studi sul tema “I campi di internamento in Italia - Il Campo di internamento Le Fraschette di Alatri (1940 - 1945)”



·         2015 Convegno di Studi sul tema “Progettare il passato -  il campo delle Fraschette tra ieri, oggi e  domani”








 

Ai convegni in genere segue la pubblicazione  dei nuovi studi

 

·         Nel 2002il dossier Il Campo di concentramento “Le Fraschette di Alatri a 60 anni dall’inizio della costruzione”.

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Nel 2006 - il volume: “LE  FRASCHETTE da campo di concentramento a  luogo della memoria”  di Mario Costantini

·         Nel 2009 - il volume: “ LE FRASCHETTE di Alatri,  da campo di  concentramento a centro raccolta rifugiati e profughi” di Mario Costantini e Marilinda Figliozzi  


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Nel 2014- il volume“ LE FRASCHETTE di Alatri 3,  da campo di  concentramento a centro raccolta rifugiati e profughi” di Mario Costantini e Marilinda Figliozzi  

 

Tutti stampati con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio


 

-          La presenza dell’A.N.P.C.  nelle scuole è continua, abbiamo raccontato, spiegato, illustrato, realizzato video e reportage fotografici , collaborato alla realizzazione di tesine e di tesi universitarie.

 

-          - In occasione della Giornata della memoria la nostra presenza è stata costante e molto richiesta dalle scuole, dalle Associazioni, dalle Istituzioni

 

-          Nel 2004 fu organizzata la “Giornata della Memoria” per il Comune di Alatri   

-          e nel 2017 e nel 2019, dalla Prefettura di Frosinone, collaborammo assieme all’ Ufficio            

           Scolastico Regionale di Frosinone all’organizzazione della “Giornata provinciale della   Memoria”

 



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    Nel 2010 l’A.N.P.C. ha bandito con il contributo della Regione Lazio Assessorato alla Cultura un Concorso internazionale di idee per la realizzazione di una stele/monumento in memoria degli internati del Campo “Le  Fraschette” indirizzato agli studenti dei Licei artistici, degli Istituti d’arte e delle Accademie delle Belle Arti, gli iscritti alle facoltà di Architettura e di Ingegneria  , Il Progetto vincitore  è stato realizzato all’ingresso del campo grazie al contributo della Banca popolare del Frusinate

 



-          Nel 2012 e nel 2013, l’A.N.P.C ha partecipato come patner del Comune di Alatri al progetto europeo “Memoria attiva Europe for citizens, programma 2007-2013, Active Europe remenbreance –actio4” con il progetto dal titolo “Museum of Memory”

 

 

 L’ANPC ha più volte sollecitato l’Amministrazione Comunale di Alatri all’acquisizione dell’intera area dell’ex campo “Le Fraschette” che risulta ancora di proprietà del Demanio dello Stato.

Ci siamo permessi di avanzare varie idee, accolte dal Comune di Alatri.  Quelle esposte nella comunicazione del 3 maggio 2017 prot 19611 sono state sottoposte all’Agenzia del Demanio per un piano triennale di acquisizione .

Prevedeva:

-il completamento della recinzione dell’aera perimetrale

-Primo intervento sulle baracche pericolanti

-Restauro della chiesetta

-Realizzazione di un Museo della memoria

-Utilizzo di parte dei terreni come orti sociali

-Utilizzo di paarte dei terreni per scopi didattici in collaborazione con Istituti scolastici del luogo,   

  soprattutto per coltivazioni tipiche della Ciociaria

-Utilizzo delle strutture esistenti per corsi e tirocini

 

 

 

A seguito della pubblicazione del Bando “Bellezz@ - Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati” pubblicato sul sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri il 9 maggio 2016 l’A.N.P.C. ha proposto alcune azioni tese a recuperare l’ex Campo di concentramento Le Fraschette”. La proposta sottoscritta da migliaia di cittadini, così era articolata:

-          sistemazione del recinto murario del campo che delimitando lo stesso ne offre ancora l’esatta dimensione;

-          messa in sicurezza e possibile recupero della chiesetta del Campo che ancor oggi resiste nonostante l’assalto di rovi e i cedimenti di alcune sue parti;

-          realizzazione in una delle baracche all’interno del perimetro del campo, adeguatamente recuperata, del “Museo della Memoria”, al fine di conservare e valorizzarne la lunga storia che si suddivide in tre fasi successive. 

La Commissione istituita per la selezione, con DPCM 19 giugno 2017, ha ammesso la proposta avanzata dall’ANPC di Frosinone tra gli interventi finanziabili,  assegnando la somma di € 500.000,00. Con lo stesso Decreto venne individuato il Comune di Alatri quale soggetto attuatore dell’intervento. Attualmente la Commissione appositamente costituita sta valutando il progetto esecutivo presentato dal Comune di Alatri.

 

Dal  2016  l’ A.N.P.C. collabora e condivide i suoi interessi sul Campo Fraschette con una nuova associazione: “IL CAMPO aps” .  Ci muoviamo insieme soprattutto per recuperare testimonianze e filmarle, perché non vadano perse. Nel 2020 abbiamo  vinto il bando “Iniziative per la costruzione di un archivio della memoria storico del Lazio” emesso dalla Regione Lazio (Direzione cultura, politiche giovanili e Lazio creativo, area valorizzazione del patrimonio culturale) con lo scopo di finanziare un programma di iniziative che avevano l'obiettivo strategico di promuovere una conoscenza più consapevole e solida della formazione della nostra identità culturale e democratica

L'associazione ha colto quest'occasione   per presentare un'idea progettuale che fosse di ausilio alla comprensione di ciò che è stato ed ha rappresentato il campo di concentramento delle Fraschette, ad Alatri, realizzando una  mostra permanente dal titolo “I confini dell'umanità: la storia ritrovata degli invisibili delle Fraschette” ,  un sito,  ed un  e-book  redatto in diverse lingue (italiano, inglese, serbo-croato) al quale si accede tramite un qr code oppure visionando copie stampate,

 

Nonostante l’impegno della nostra Associazione per il recupero della memoria, la storia di Fraschette rischia di esser cancellata per sempre, a causa del degrado e dell’abbandono.  I capannoni stanno ormai cadendo a pezzi, i tetti, crollando, portano via frammenti di storia, le piante stanno ricoprendo attimi e storie vissute.

 50 anni di storia si stanno lentamente dissolvendo sotto ai nostri occhi.  

mercoledì 31 agosto 2022

 Rassegna stampa 1965-1966

 ringrazio Lucio Lucchetti per la collaborazione e disponibilità


















lunedì 4 aprile 2022

CONVEGNO
3 NOVEMBRE 2017
           "GLI ESULI GIULIANO DALMATI               IN CIOCIARIA E A FROSINONE" 


Manifestazione a Frosinone
Lo scorso 3 novembre 2017 si è tenuto nella Sala Conferenze della Villa Comunale di Frosinone il convegno: “Gli esuli Giuliano-Dalmati in Ciociaria e a Frosinone”, organizzato dall’Associazione Vivi Ciociaria. Sono intervenuti Alessandro Vigliani, presidente dell’Associazione e i relatori Donatella Schurzel, Gianclaudio de Angelini e Marilinda Figliozzi.
Tante volte abbiamo sostenuto che il Campo Le Fraschette di Alatri ha attraversato il XX secolo riuscendo a ritagliarsi sempre un ruolo nelle più importanti questioni politiche internazionali. Anche in questo caso la regola è stata confermata.
Il Campo, infatti, ha ospitato dal 1942 al 1944 gli slavi (Giuliano-Dalmati) accusati di comunismo dai fascisti occupanti. Lo stesso Campo ha ospitato dal 1946 al 1954 ed oltre gli slavi (Giuliano-Dalmati) accusati di fascismo dai comunisti occupanti. Di quest’ultima tragedia si è parlato nel convegno, dei circa 300.000 italiani che non potendo sopportare l’idea di vivere sotto il regime di Tito, “optarono” per un esodo di massa verso l’Italia, abbandonando da un giorno all’altro tutti i propri averi e senza avere alcuna garanzia per il futuro. In questo contesto si perpetrò la tragedia delle “foibe”, massacro vero di migliaia di italiani gettati negli inghiottitoi carsici usati dalle milizie di Tito alla stregua di  discariche umane. Per queste  vittime della ritorsione dei miliziani di Tito, lo Stato italiano celebra ogni 10 febbraio, dal 2005, “Il Giorno del Ricordo”.
Campi raccolta profughi in Italia
L’esodo fu collegato ai diversi momenti del contenzioso tra Italia e Jugoslavia: nel 1947, quando dal gennaio di quell’anno si consumò l’esodo di Pola e negli anni dal 1953 al 1956, dopo la cessione alla Jugoslavia della cosiddetta Zona B. Alla fine l’Italia cedette alla Jugoslavia poco meno di 10.000 chilometri quadrati del proprio territorio nazionale, mentre, come detto, gli esuli assommarono a circa 250.000. Molti di questi si diressero nel retroterra delle zone di Trieste, Udine e Gorizia ove rimasero in circa 70.000. 120 furono i CRP (Centri Raccolta Profughi) sparsi in tutta Italia che accolsero il resto delle popolazioni in fuga.
a 1951 fraschette InfanteNel Lazio, i profughi furono ospitati a Latina, Roma, Sabaudia, Civitavecchia, Farfa e Alatri nel Campo Le Fraschette. Di questa parte di storia che direttamente ci coinvolge, ha parlato e scritto Marilinda Figliozzi che nel corso del convegno ha portato la toccante testimonianza del “sedicente” Alexievic Nicolay nato a San Pietro del Carso il 25 aprile 1935 e all’epoca dei fatti poco più che dodicenne. Arrestato per borseggio a Genova, il minore aveva raccontato, come si legge in un provvedimento a firma del Prefetto di quella città “di essere venuto in Italia nel febbraio del 1947 clandestinamente allo scopo di emigrare in Sud America. Afferma di essere stato circa quattro mesi al Campo Cinecittà di Roma da dove si allontanò il 9 novembre; ma quella Questura hanno comunicato che il predetto risulta sconosciuto. Trattandosi di straniero che potrebbe rendersi pericoloso alla sicurezza pubblica, minore di 12 anni, in ottemperanza alle vigenti disposizioni ministeriali, ho disposto che il medesimo sia accompagnato a Frosinone e consegnato a quella Questura per l’internamento al Campo di Concentramento di Fraschette di Alatri per i provvedimenti di competenza”.
Mario Costantini
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