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mercoledì 31 agosto 2022

 Rassegna stampa 1965-1966

 ringrazio Lucio Lucchetti per la collaborazione e disponibilità


















lunedì 4 aprile 2022

CONVEGNO
3 NOVEMBRE 2017
           "GLI ESULI GIULIANO DALMATI               IN CIOCIARIA E A FROSINONE" 


Manifestazione a Frosinone
Lo scorso 3 novembre 2017 si è tenuto nella Sala Conferenze della Villa Comunale di Frosinone il convegno: “Gli esuli Giuliano-Dalmati in Ciociaria e a Frosinone”, organizzato dall’Associazione Vivi Ciociaria. Sono intervenuti Alessandro Vigliani, presidente dell’Associazione e i relatori Donatella Schurzel, Gianclaudio de Angelini e Marilinda Figliozzi.
Tante volte abbiamo sostenuto che il Campo Le Fraschette di Alatri ha attraversato il XX secolo riuscendo a ritagliarsi sempre un ruolo nelle più importanti questioni politiche internazionali. Anche in questo caso la regola è stata confermata.
Il Campo, infatti, ha ospitato dal 1942 al 1944 gli slavi (Giuliano-Dalmati) accusati di comunismo dai fascisti occupanti. Lo stesso Campo ha ospitato dal 1946 al 1954 ed oltre gli slavi (Giuliano-Dalmati) accusati di fascismo dai comunisti occupanti. Di quest’ultima tragedia si è parlato nel convegno, dei circa 300.000 italiani che non potendo sopportare l’idea di vivere sotto il regime di Tito, “optarono” per un esodo di massa verso l’Italia, abbandonando da un giorno all’altro tutti i propri averi e senza avere alcuna garanzia per il futuro. In questo contesto si perpetrò la tragedia delle “foibe”, massacro vero di migliaia di italiani gettati negli inghiottitoi carsici usati dalle milizie di Tito alla stregua di  discariche umane. Per queste  vittime della ritorsione dei miliziani di Tito, lo Stato italiano celebra ogni 10 febbraio, dal 2005, “Il Giorno del Ricordo”.
Campi raccolta profughi in Italia
L’esodo fu collegato ai diversi momenti del contenzioso tra Italia e Jugoslavia: nel 1947, quando dal gennaio di quell’anno si consumò l’esodo di Pola e negli anni dal 1953 al 1956, dopo la cessione alla Jugoslavia della cosiddetta Zona B. Alla fine l’Italia cedette alla Jugoslavia poco meno di 10.000 chilometri quadrati del proprio territorio nazionale, mentre, come detto, gli esuli assommarono a circa 250.000. Molti di questi si diressero nel retroterra delle zone di Trieste, Udine e Gorizia ove rimasero in circa 70.000. 120 furono i CRP (Centri Raccolta Profughi) sparsi in tutta Italia che accolsero il resto delle popolazioni in fuga.
a 1951 fraschette InfanteNel Lazio, i profughi furono ospitati a Latina, Roma, Sabaudia, Civitavecchia, Farfa e Alatri nel Campo Le Fraschette. Di questa parte di storia che direttamente ci coinvolge, ha parlato e scritto Marilinda Figliozzi che nel corso del convegno ha portato la toccante testimonianza del “sedicente” Alexievic Nicolay nato a San Pietro del Carso il 25 aprile 1935 e all’epoca dei fatti poco più che dodicenne. Arrestato per borseggio a Genova, il minore aveva raccontato, come si legge in un provvedimento a firma del Prefetto di quella città “di essere venuto in Italia nel febbraio del 1947 clandestinamente allo scopo di emigrare in Sud America. Afferma di essere stato circa quattro mesi al Campo Cinecittà di Roma da dove si allontanò il 9 novembre; ma quella Questura hanno comunicato che il predetto risulta sconosciuto. Trattandosi di straniero che potrebbe rendersi pericoloso alla sicurezza pubblica, minore di 12 anni, in ottemperanza alle vigenti disposizioni ministeriali, ho disposto che il medesimo sia accompagnato a Frosinone e consegnato a quella Questura per l’internamento al Campo di Concentramento di Fraschette di Alatri per i provvedimenti di competenza”.
Mario Costantini
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sabato 12 febbraio 2022

 CARLO COSTANTINI

 

Martedì sera, 8 febbraio 2022, abbiamo perso la straordinaria figura di Carlo Costantini  . Scompare con lui un protagonista e un testimone prezioso del Novecento alatrense, che con sobrietà, garbo e umiltà ci ha raccontato  tanta parte della storia cittadina e non solo. Il suo lavoro, la sua laboriosità, la sua semplicità non muoiono con lui, ma restano “tesori” che custodiremo

 Fu Partigiano, cattolico osservante e Sindaco della città di Alatri, oltre ad essere  Consigliere Nazionale dell’ANPC era Presidente provinciale di Frosinone, dove per anni ha lavorato per portare alla conoscenza dei giovani il contributo dei Cattolici alla resistenza

Ci ha lasciato molti scritti che narrano le vicende di guerra nel territorio ciociaro. Grande il suo impegno e la tenacia per ridare vita all’ex campo di concentramento “Le Fraschette” di Alatri, luogo per troppo tempo abbandonato ma che ancora potrebbe testimoniare le sofferenze e i dolori patiti da quanti in quel luogo sono stati costretti a soggiornare. Non è riuscito, a vedere il progetto realizzato.

 Carlo è stato per tutti noi faro, guida, amico, prezioso e sensibile testimone nella nostra continua ricerca storica sulle vicende del campo delle Fraschette. Sempre disponibile, attento, vicino, ha dedicato la sua lunga e luminosa esistenza all'Impegno, con la I maiuscola, che tanto frutto ha prodotto per la nostra città.

Da oggi siamo tutti un po' più poveri e più soli senza la sua saggia presenza, ma siamo anche contenti e onorati di aver percorso accanto a lui un tratto della sua vita.

 

 

video realizzato da Maria Novella De Luca
 per l'associazione IL CAMPO  aps 
in ricordo di Carlo Costantini e del suo costante impegno per il campo Fraschette

Da tu news 24.it

https://www.tunews24.it/2022/02/11/alatri-lultimo-saluto-a-carlo-costantini/

Ex sindaco, era conosciuto anche per i suoi trascorsi da partigiano cattolico e per le tante battaglie nel campo dell’associazionismo. Ieri i funerali di uno dei testimoni storici della vita sociale e politica della comunità negli ultimi decenni

Se ne è andato uno dei testimoni della vita di Alatri degli ultimi decenni: a 96 anni è morto Carlo Costantini, già Sindaco di Alatri dal 1965 al 1974. La comunità della cittadina ernica lo ha salutato nella mattinata di ieri con le esequie nella Collegiata di Santa Maria Maggiore.

Scompare un uomo che ha fatto dell’impegno sociale e politico un credo di vita. Esponente di spicco nella Democrazia Cristiana della provincia di Frosinone, è stato per anni un punto di riferimento importante nella vita amministrativa della città. Restando, oltretutto, anche un esempio di vita per tanti per la sua opposizione al nazifascismo, attraverso i contributi sul giornale “Libertà” e la partecipazione al Movimento partigiano cattolico. Un uomo mite e pacato, sempre a disposizione di tutti e soprattutto conoscitore, come pochi, della storia di Alatri e della provincia di Frosinone.

La sua scomparsa ha provocato decine di reazioni, in particolare tra coloro che avevano avuto modo di conoscerne il livello morale e culturale. Queste le parole del sindaco Maurizio Cianfrocca: «La scomparsa di Carlo Costantini rappresenta una grave perdita per la nostra Alatri. Carlo, oltre che Sindaco, ha rappresentato un pezzo di storia per le sue molteplici attività rivolte sempre alla salvaguardia dei principi basilari della nostra Costituzione. Adesso, tornato alla casa del Padre, vigilerà sulla sua città e sul mondo dell’associazionismo che è stato parte fondante della sua attività sociale. Un grazie a lui per tutto quello che ha fatto per la nostra comunità e sentite condoglianze alla sua famiglia».

Nelle ultime ore sono arrivate anche le parole dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani: «Ha lasciato questa terra serenamente come aveva vissuto, memoria storica dell’ANPC, oltre ad essere Consigliere Nazionale era Presidente provinciale di Frosinone, dove per anni aveva lavorato per portare alla conoscenza dei giovani il contributo dei cattolici alla resistenza. Ci ha lasciato molti scritti che narrano le vicende di guerra nel territorio ciociaro. Grande il suo impegno e la tenacia per ridare vita all’ex campo di concentramento “Le Fraschette” ad Alatri luogo per troppo tempo abbandonato ma che ancora potrebbe testimoniare le sofferenze e i dolori patiti da quanti in quel luogo sono stati costretti a soggiornare. Non è riuscito, a vedere il progetto realizzato».

 

«L’amico Carlo – ci dice lo storico e giornalista Giorgio Alessandro Pacetti – si è distinto nel tessuto della vita sociale, per quanto di bello e importante è riuscito a fare sia per la sua città natia Alatri e sia per le Associazioni che lo hanno visto sempre protagonista, divenendo punto di riferimento per intere generazioni. Il fervore profuso nel difendere e rappresentare i valori di lealtà, di operosità, di associazionismo volto al bene collettivo, ora siano per te Carlo, nel Regno del Padre, perle di eternità». E proprio a proposito dell’impegno di Carlo Costantini per il Campo “Le Fraschette” non si sono fatte attendere le parole della studiosa Marilinda Figliozzi: «Carlo è stato per tutti noi faro, guida, amico, prezioso e sensibile testimone nella nostra continua ricerca storica sulle vicende del campo delle Fraschette. Sempre disponibile, attento, vicino, ne ricordiamo oggi la sua militanza politica e sociale che iniziò quando nessuno di noi era ancora nato. Partigiano, cattolico osservante, sindaco, ha dedicato la sua lunga e luminosa esistenza all’Impegno, con la I maiuscola, che tanto frutto ha prodotto per la nostra città. Da oggi siamo tutti un po’ più poveri e più soli senza la sua saggia presenza, ma siamo anche contenti e onorati di aver percorso accanto a lui un tratto della sua vita».


le parole di Fabio di Fabio in occasione delle esequie di Carlo :


Carlo Costantini non è stato solo il Sindaco di Alatri, apprezzato e mai dimenticato.

E’ stato davvero molto altro.

Al di là dei suoi diversi incarichi politici ed amministrativi, dei suoi ruoli all’interno di varie associazioni, dei suoi innumerevoli interessi, è stato, soprattutto, un maestro di vita e di impegno civile. Un maestro appassionato fino all’ultimo: di quelli che suscitano ammirazione, spirito di emulazione, desiderio di azione.

E’ stato un cristiano convinto, testimone coerente della sua fede, anche dentro la temperie della lotta politica.

E’ stato un democratico autentico, difensore della libertà e della partecipazione matura alla vita sociale e politica, un interprete fedele dei valori della Costituzione italiana.

Gli anni della sua giovanile militanza antifascista, caratterizzata anche dalla redazione del giornale clandestino “Libertà”, ne hanno segnato indelebilmente la visione ideale ed anche la ragione profonda di tutta la sua successiva esperienza umana e politica. E spesso, ancora recentissimamente, tornava con la mente e con viva passione al coraggio e all’entusiasmo di quegli albori.

Prova ne sono l’impegno e la dedizione con cui ha partecipato alla fondazione dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani e, poi, all’attività di formazione e monito per le giovani generazioni, promossa da quest’ultima, finanche con incontri con gli studenti della nostra città. Ma anche le bandiere tricolori che, il 25 aprile ed il 4 novembre di ogni anno, faceva scendere dalle finestre di casa sua, in Corso della Repubblica, e che riempivano di commozione chi vi passava sotto con il corteo istituzionale e guardava su. Ed, ancora, la collaborazione illuminante con la commissione consiliare speciale che ha inteso intitolare luoghi pubblici a concittadini che soffrirono e perirono per la follia nazifascista. 

Ha accompagnato con saggezza, e mai con invadenza, l’avvicinarsi alla politica ed il “muovere i primi passi” di tanti giovani di tante generazioni, seminando in tutti, credo, quella fiducia nella buona politica e quella speranza di potersi impegnare per gli altri, senza necessariamente sporcarsi. Anche quando ebbe qualche delusione.

Spesso andavamo da lui a chiedere consigli ed egli, talvolta anche con ironia, dispensava risposte che non erano, in realtà, soluzioni bensì indicazioni di un percorso di comprensione, di discernimento: perché le soluzioni spettano alla responsabilità di ciascuno, ci spiegava.

Negli ultimi tempi, quando avevamo assunto responsabilità politiche ed amministrative, era lui che ci chiamava e ci chiedeva di interessarci di questa o quell’altra questione che interrogava la sua ancora vivace coscienza civile. E qui vorrei soltanto ricordare il fascino di quegli incontri, il senso di una responsabilità antica e condivisa ma anche la leggerezza che respiravamo nel suo studio, al primo piano della sua casa: la sua scrivania dietro la quale ci cominciava a parlare, poi offrendoci le sue cartelle intitolate, con dentro quello che egli chiamava il “materiale” di studio che aveva raccolto e preparato: normativa, rassegna stampa, appunti da lui scritti a mano sull’argomento.

Una delle passioni che hanno animato gli ultimi anni della sua esistenza terrena e del suo impegno è stata la riqualificazione del Campo delle Fraschette per farne un monumento alla memoria della sofferenza e della vita di chi vi aveva trascorso mesi o anni di restrizioni e solitudine. Spesso ci ricordava, con il suo umorismo, che prima o poi sarebbero scadute le “proroghe” concessegli dal Signore e che avrebbe desiderato vedere realizzato questo suo sogno. Purtroppo, non abbiamo fatto in tempo, malgrado l’impegno e la presenza di un progetto finanziato. E questo è un cruccio che ci portiamo dentro in parecchi. Ma se un giorno tale monumento vedrà la luce non potremo che esser grati a Carlo e ricordarlo in modo adeguato.   

Carlo è stato consigliere comunale della Democrazia Cristiana dal dopoguerra e per oltre venti anni consecutivi; è stato sindaco della città dal 1965 al 1974; è stato presidente del Comitato di gestione dell'Unità sanitaria locale FR2; è  stato segretario provinciale della Democrazia Cristiana oltre ad aver ricoperto numerosi incarichi dirigenziali di un partito che, in quegli anni, raccoglieva il maggior consenso elettorale nella nostra città, nella nostra provincia e nel Paese. La moglie, la cara Anna, una volta mi disse di ricordare quando, nel cuore della notte, si metteva a sedere sul letto per appuntarsi i nominativi di persone e giovani da coinvolgere nella vita politica del partito e nelle elezioni, anche come candidati al consiglio comunale. Delle sue tante intuizioni e realizzazioni amministrative, come sindaco della città, mi piace ricordare l’attenzione a quelle famiglie che ancora vivevano in case poco accoglienti, prive di pavimenti, a cui si offrì un contributo comunale per la costruzione di un’abitazione più dignitosa; ed anche il progetto e l’avvio dei lavori della nuova scuola media “Dante Alighieri” insieme all’apertura di ben quattordici plessi di scuola dell’infanzia,  l’edificio nuovo della casa di riposo “G.B. Lisi”, l’approvazione del Piano regolatore generale.

Ha avuto la tessera n.1 del PPI, a livello provinciale, quando questo ha raccolto l’esperienza e l’eredità della DC nel 1994.

Il suo impegno ecclesiale lo ha portato a svolgere un ruolo di promotore delle confraternite sul territorio (quali realtà di crescita comune nella fede e nella tradizione) e, soprattutto, di un coordinamento diocesano delle stesse. 

Ma Carlo è stato anche un marito, un padre, un nonno esemplare, amato, prima ancora che rispettato, dai suoi familiari; ai quali ha insegnato la fede cristiana, la responsabilità nell’impegno in favore dell’altro, la passione civile.

Da oggi, Carlo, continua a pregare, da Lassù, per la tua amata famiglia, per la tua amata città, per tutti noi.



domenica 30 gennaio 2022

concorso per il monumento

                                      

Associazione Nazionale
Partigiani Cristiani
Frosinone
BANDO PER IL CONCORSO DI IDEE PER LA FUTURA  REALIZZAZIONE DI UNA STELE / MONUMENTO A RICORDO DEGLI INTERNATI E DELLE VITTIME DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO “LE FRASCHETTE” DI ALATRI

Premessa
Grande è il valore di testimonianza storica del campo “Le  Fraschette” di Alatri che era stato progettato per accogliere prigionieri di guerra e solo in un secondo tempo venne adibito all’internamento dei civili deportati.
Nel 1943 ospitava 5.500 internati croati, sloveni, montenegrini, albanesi e tripolini italiani. A seguito dell’avanzata  degli Alleati dal sud della Penisola  vennero trasportati a Le Fraschette alcune decine di confinati politici che precedentemente si trovavano nell’isola di Ustica. Molti erano bambini, le baracche sovraffollate ed elevata la mortalità.
Dopo l’8 settembre1943 il campo non ebbe più sorveglianza esterna. Iniziarono i saccheggi e le distruzioni. I Tedeschi operarono rastrellamenti in cerca dei giovani del campo. Il 22 febbraio 1944 venne impartito il primo ordine di partenza per gli internati rimasti nel campo. In quell’occasione i Tedeschi arrestarono 7 soldati inglesi nascosti nelle baracche. Il 23 febbraio un bombardamento alleato procurò 7 morti ed alcuni feriti. La sera del 25 febbraio dalla piazza Santa Maria Maggiore di Alatri il primo gruppo di internati partì alla volta di Roma. La loro destinazione finale era il campo di Fossoli, presso Carpi, dove giunsero il 2 marzo 1944. Il campo Le Fraschette dopo la guerra fu utilizzato per ospitare cittadini italiani espulsi dalla Libia, Tunisia ed Egitto e rimase in funzione fino agli anni settanta
Art. 1 - (Finalità)
L’A.N.P.C. di Frosinone al fine di onorare la memoria degli internati e delle vittime del campo di concentramento Le Fraschette di Alatri, indice un pubblico concorso di idee per la futura realizzazione di una stele \ monumento a ricordo delle vittime e dei reclusi da collocare all’ingresso del campo stesso.
Art. 2 - (Tema del concorso)
Il tema specifico dell’opera da ideare è il seguente: LA MEMORIA DEGLI INTERNATI E DELLE VITTIME DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO “LE FRASCHETTE” DI ALATRI.
Art. 3 - ( Oggetto dell’elaborato)
I partecipanti dovranno provvedere alla elaborazione grafica di un bozzetto di una stele o monumento. Tale elaborato, unitamente alla domanda di partecipazione redatta esclusivamente secondo lo schema allegato al presente bando, dovrà pervenire alla sede provinciale operativa dell’A.N.P.C. in Alatri –Via Repubblica n. 70 – cap. 03011 entro 70 giorni (30 novembre 2010) dalla data di pubblicazione del presente bando sul sito dell’associazione www.partigianicristiani.fr.it.
Art. 4 - (requisiti di partecipazione e procedura d’iscrizione)
Al concorso possono partecipare gli studenti dei Licei artistici, degli Istituti d’arte e delle Accademie delle Belle Arti, gli iscritti alle facoltà di Architettura e di Ingegneria del Lazio e delle nazioni i cui cittadini furono internati nel Campo “Le Fraschette” di Alatri nel periodo dal 1942 al 1944.
Saranno accettati anche elaborati provenienti da Nazioni europee ed extraeuropee, se inviati da persone che hanno vissuto nel Campo o parenti di internati dello stesso periodo storico.
Per partecipare al concorso, i concorrenti dovranno far pervenire entro il termine di cui all’art. 3 il modulo di domanda allegato, debitamente sottoscritto, e contenente le modalità e le prescrizioni di partecipazione alle quali si fa espresso rinvio.
L’elaborato potrà essere realizzato con qualsiasi tecnica artistica e su ogni supporto grafico delle dimensioni massime di cm. 50 x cm. 50
Art. 5 - ( procedura di valutazione)
Gli elaborati pervenuti entro il termine perentorio previsto nel precedente art. 3 saranno sottoposti alla valutazione di una Giuria nominata dall’A.N.P.C.  di Frosinone.
La Giuria si riunirà entro la prima decade del mese di dicembre 2010  per individuare e scegliere il lavoro ritenuto idoneo e vincitore del concorso; potranno essere assegnati dalla Giuria anche un secondo e terzo premio.
Art. 6 - (Composizione della Giuria)
L’A.N.P.C. di Frosinone nomina una Giuria composta da nove membri ed un segretario:   
il Presidente dell’A.N.P.C. di Frosinone, o suo delegato;
il Presidente dell’A.N.P.C. del Lazio, o suo delegato;
l’Assessore alla Cultura del Comune di Alatri, o suo delegato;
l’ Assessore alla Cultura della Provincia di Frosinone,  o suo delegato;
l’ Assessore alla Cultura della Regione Lazio, o suo delegato;
un Docente di Storia dell’Arte;
un Funzionario amministrativo dello Stato;
un ex internato italiano del Campo “Le Fraschette” (1942-44), o uno studioso della storia del concentrazionismo o autore di saggi sull’ argomento;
un ex internato (1942-44) delle Nazioni di cui all’art. 4 o uno studioso della storia del concentrazionismo o autore di saggi sull’ argomento;
La Giuria potrà operare purché siano presenti almeno n. 7 componenti.
La Giuria, in mancanza di requisiti qualitativi minimi degli elaborati pervenuti, potrà riservarsi di non assegnare premi.


Art. 7 – ( proclamazione del vincitore (o dei vincitori),entità del premio (o dei premi)
Il Presidente A.N.P.C. di Frosinone comunica al vincitore (o ai vincitori) il giudizio della Giuria. L’entità del primo premio è di € 1.200,00 (euro milleduecento/00), dell’eventuale secondo premio di € 500,00 (euro cinquecento/00) e dell’eventuale terzo premio di € 300,00 (euro trecento/00).
Art. 8 - (Destinazione dei lavori)
Tutti i lavori presentati al concorso resteranno di proprietà esclusiva dell’A.N.P.C. di Frosinone. La futura stele/monumento recherà il nominativo dell’autore.
Art. 9 - ( Pubblicizzazione del bando)
Il presente bando viene pubblicato sul sito ufficiale dell’A.N.P.C. di Frosinone (www.partigianicristiani.fr.it)  e  verrà inviato, per la pubblicazione nei rispettivi albi e siti web, al Comune di Alatri, della Provincia di Frosinone, della Regione Lazio ed ai Licei Artistici, Accademie delle Belle Arti ed alle Facoltà di Architettura ed Ingegneria del Lazio e delle nazioni i cui cittadini furono internati nel Campo “Le Fraschette” di Alatri, nonché all’ Albo dell’ Ostello della Gioventù di Fraschette e ad alcuni  quotidiani locali. Il bando verrà inviato, inoltre, alle rappresentanze consolari in Italia dei Paesi di cui sopra.
Art. 10 – (compenso Giuria )
Ai componenti della Giuria viene riconosciuto un compenso che sarà deliberato dal Consiglio dell’ A.N.P.C. di Frosinone.
Art. 11 -  (informazioni e delucidazioni)
Per ogni informazione e delucidazione sulle norme del presente bando potrà essere contattata la segreteria (cell. C.Costantini 3383511355 e M.Figliozzi 3384901414) o agli indirizzi di posta elettronica: carlo.cost@libero.it  e fraschette.alatri@hotmail.it .


Frosinone, 20 settembre 2010























venerdì 12 febbraio 2021

RICORDI 


dall'album fotografico della famiglia Titoni

inizi anni 60 al campo Fraschette



ringrazio Sandro Titoni

 per aver condiviso con noi le foto di famiglia


 La famiglia di  Angela e Giuseppe  Titoni   arrivò in Italia nel 1960

 vennero come altri Italiani cacciati da Biserta (Tunisia) e ,arrivati in Italia furono messi nel campo profughi   “Fraschette” di Alatri

Angela aveva   12 anni e il fratello era più piccolo.

 

Come tutti gli italiani di Tunisia dovettero abbandonare tutto , (gli averi, le terre tutto...) 

 

I Titoni dovettero “”scegliere  tra l'Italia o la Francia (terra dei nonni materni). Scelsero l' Italia perché siciliani d’origine. Angela racconta che avrebbe preferito  la Francia, perché quando andò in Italia a 12 anni dovette ricominciare la scuola da capo dalla prima elementare!!

 A15 anni circa iniziò a lavorare nelle fabbriche del paese di Alatri (FR) Lazio prima al calzaturificio poi entrò anni dopo in ex Motta ora Nestlè dove per fortuna almeno lei  ha preso la pensione da operaia ....

 

 Penso che certe esperienze non debbano essere tenute private e vadano invece condivise con il maggior numero di persone possibili, in modo che chiunque possa trarne beneficio. “”

 

Tratto da un testo di Manuela Patrizi, figlia di Angela





Prima Comunione di Giuseppe Titoni, a Fraschette , davanti alla porta della Chiesa















 la signora con il bimba si chiamava Teresa, l'altra Anna
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