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domenica 11 novembre 2012

Emilia Buonacosa


Emilia Buonacosa, trasferita da Ventotene a Fraschette perché considerata pericolosa per la sicurezza pubblica e dal punto di vista politico e sociale, rivendica i diritti suoi e degli altri.


Protesta scrivendo alla sezione confinati politici del Ministero degli Interni perché “…l’alimentazione è un’alimentazione di fame. Tutte le tessere sono state ritirate e per questo non si riceve neppure la metà di roba che ci spetta secondo la legge d’alimentazione in tempo di guerra. Ancora peggiore è il fatto che tutta la mazzetta di lire 9 -la quale ci spetta come confinate ed internate politiche- viene presa per due razioni di minestra uso acqua calda e per 100 grammi di pane. A noi non rimane nemmeno una lira per i nostri bisogni personali , per la frutta, della quale abbiamo assolutamente bisogno come di altra roba fresca.
(…) Facciamo presente che fra di noi la maggioranza non può ricevere nulla dalle famiglie e fra di noi ci sono delle ammalate di TBC, ammalate di stomaco di reni, cuore e quelle che hanno subito delle operazioni molto gravi e che devono continuamente curarsi. Noi tutte protestiamo energicamente contro questo trattamento e chiediamo la nostra immediata liberazione come confinate e internate politiche.
con osservanza in nome di tutte (8 slave e una italiana) Buonacosa Emilia, Confinata politica Fraschette 27/8/1943

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