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giovedì 14 settembre 2017

LA VITA DEI MILITARI
Le amicizie speciali  di Loredana


Loredana Pacioni è figlia di un poliziotto in servizio al campo Fraschette dal 1950
La sua famiglia viveva lì   e nel 53 arrivò Loredana.
Andarono via nel 55

Al campo erano nate delle solide e belle amicizie che si sono conservate nel tempo.
In occasione delle nozze di diamante di Giuseppina e Filippo , Loredana scrive la poesia che segue nella quale ricorda con affetto e simpatia le famiglie dei poliziotti di servizio al campo.

la bimba riccia sulla destra, in braccio al papà in divisa è Loredana


AMICIZIE SPECIALI

 di Loredana Pacioni
Questa storia che racconto
tiella a mente e ben di conto
è una storia di amicizia
quella vera e non fittizia
fatta di sincerità
grande stima e lealtà.

Nei lontani anni cinquanta
in quel sito di Fraschette
dentro piccoli casotti
stavan lì dei poliziotti
Stavan lì con le famiglie
con appresso figli e figlie
Pochi  soldi  ma che fà
quando c’è la gioventù
 non desideri di più.

Le famiglie più di dieci
io ricordo Margareci,
dentro ai soliti  due vani
ci vivevano i Graziani.
Se non sbaglio, bontà sua,
ci viveva anche la Bua.
Poi ricordo vagamente
che ci stava anche Parente
poi Li Sacchi con la moglie
col pancione e un po’ di voglie.
Con lo sguardo volto al cielo
e la mano sopra il cuore
Nino e Velia Calafiore.
Ecco poi il Sor  Iannucci
con un figlio piccolino
e un secondo appena  nato
un tantino lievitato.
Ma in quegli anni cari e buoni
arrivarono i Pacioni.
Dopo un anno sai che c’è,
venni al mondo pure me
che piangevo notte e dì
e la pace li finì.
Quindi ci pensò Filippo:
per le bende mi afferrava
ed al chiodo mi appiccava.

Si viveva in compagnia
tutti insieme che  allegria
ma se un bimbo si ammalava
tutti gli altri contagiava.
Mi ricordo dal racconto
che la tosse prese in tondo
e anche  Piero poverino
ti contagia il fratellino.
Quella tosse asinina
preoccupava Giuseppina
che prendeva il suo pupone
e con l’altre … via a Fumone

Poi il villaggio si scompone,
noi andiamo a Frosinone.
un ricordo di canzoni
Nilla Pizzi e Carla Boni.
Altri figli son venuti
piano siam cresciuti
c’è chi si fa sempre male
Giorgio e Rita dalle scale.
“Và Filì all’ospedale”…
Ma l’affetto non si perde
tutti al mare a Foce Verde,
le pasquette, le mangiate,
quelle belle tombolate
e la risata cristallina
della cara Giuseppina
e noi figli, stando fuori
sentivamo farfuglià
“o Gì puzzi schiattà.”
Un bel giorno il Sor Filippo
con la sua dolce metà
monta in sella e a Fondi va.
Ma ad un tratto… “ ma che fa!”
Il motore più non va.
Dopo un’ora scalmanata
“sagli Pè la so aggiustata”
ma la “prescia” che te fa
lascia Giuseppina là.

Nonni ora son chiamati
Perchè gli anni son passati
Molti poi non ci son più
ma ci guardan da lassù
per gridare tutt’ in coro:
“Questa si che è storia vera
dura da una vita intera”.
Questo  vostro  è un bel esempio
da cui trarre insegnamento.

19 Marzo 2006

A Giuseppina e Filippo
per le loro nozze di diamante,
con immenso affetto Loredana


si ringrazia Loredana Pacioni
per aver condiviso con noi i suoi ricordi

domenica 5 febbraio 2017

  
LA VITA DEI MILITARI
il lavoro, gli amici, lo svago 

foto di Paolo Ciotti     


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1954

2
1953

3
1953

4
gennaio 1953

5
agosto 1953
la raccolta dei pomodori

6
1953

7
novembre 1953


8
 1951


9
1953


 10
1953
ufficiali del Campo


 11
1953
ufficiali del Campo 


12
novembre 1953



si ringrazia la famiglia Ciotti
 per aver condiviso con noi i suoi ricordi

  LA VITA DEI MILITARI
il lavoro, gli amici, lo svago 

foto di Melchiorre Benenati 
primi anni del 1950




1



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5


6


le foto   furono gentilmente concesse  
personalmente da Melchiorre Benenati 


 LA VITA  ED IL LAVORO
dei militari al Campo

foto di Gennaro Infante
primi anni del 1950


1




2
 

si ringrazia la famiglia Infante
 per aver condiviso con noi i suoi ricordi

mercoledì 23 novembre 2016

LA VITA DEI MILITARI

il lavoro, gli amici, lo svago, le ragazze di Alatri

foto di Marco La Magra





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grazie a Marco La Magra 
che ha condiviso con noi i ricordi del suo papa'












venerdì 11 novembre 2016

Storie di Filatelia



Le lettere in partenza dal Campo   sono interessanti non solo per il loro contenuto, ma anche per le buste su cui si individuano i paesi di origine degli internati , o quelli in cui desiderano espatriare.
ma un altro aspetto curioso è quello  dei timbri e gli annulli  che appassiona gli amanti della filatelia  















C'è anche un omino: forse è l'autore del disegno che comunque si firma “Wanfried” 





Marco Occhipinti , esperto di Filatelia precisa che :
 La corrispondenza da/per i campi di internamento godeva di franchigia postale ai sensi dell'art.36 della Convenzione di Ginevra del 1929. Anche questa missiva godeva quindi di franchigia postale e non andava affrancata. Il mittente pensò comunque di disegnare un francobollo. La vignetta disegnata a mano è banalmente individuabile anche dal meno ligio ufficiale postale, ma ha ricevuto l'annullamento di Alatri, come se fosse appunto un vero francobollo. E' anche questo, probabilmente, un segno della sensibilità e della vicinanza che la popolazione civile di Alatri ha avuto nei confronti della gente del campo.









Questa busta può essere un bel pezzo per un collezionista. 
Il bollo ovale attestava la provenienza della missiva dal campo, e quindi il godimento della franchigia postale (infatti   non è affrancata).
 Una volta uscita dal campo, le missive evidentemente giungevano all'ufficio postale di Alatri, e da qui entravano nel circuito postale propriamente detto sino a destinazione. incuriosisce molto il bollo lineare. Attesta evidentemente che la missiva appartiene alla categoria dei "prigionieri civili" (per distinguerla dai "prigionieri di guerra", militari), 
però perchè in Francese? C'entrava forse la Croce Rossa?  



 doverosi ringraziamenti a:

a Remo Costantini per la gentilezza con cui condivide con noi la sua collezione

e a Marco Occhipinti  per le sue spiegazioni estremamente professionali